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Pensieri con il tè

il negozio nel 2006

Come accade in molte cose buone della vita, anche il gusto per il tè pregiato deve essere coltivato. Se qualcuno trova deludente il sapore di un tè famoso, la prima volta che lo beve, dovrebbe rammentare che i conoscitori di vino, birra, formaggio, tabacco, ecc., raramente hanno amato questi cibi e bevande al primo assaggio o sono stati in grado di distinguere quelli di buona qualità dagli altri (John Blofeld – L’arte cinese del tè)

Indian style a Chaimandir
Indian style a Chaimandir

Il semplice gesto di offrire il tè e di accettarlo con riconoscenza  è alla base di un modo di vivere chiamato Chado, la Via del Tè… Chi studia la Cerimonia del tè apprende a disporre gli oggetti, a comprendere il ritmo e le pause, ad apprezzare il garbo dei gesti e ad applicare tale insegnamento alla vita quotidiana. Tutto ciò può realizzarsi nel semplice procedimento di offrire e ricevere una tazza di tè ed è compiuto per un solo scopo: quello di realizzare la tranquillità dell’anima in comunione con il nostro prossimo nel nostro mondo. È questo il significato odierno della Via del Tè. Una tazza di tè può veramente propagare la PACE: la quiete da essa procurata può essere condivisa e diviene il fondamento di un modo di vivere. (Soshitsu sen XV)

Cerimonia del tè nel cortile di Chaimandir – 2007 – foto di Davide Sani

Nell’Inghilterra del 1700 le nascenti teahouse portarono le donne fuori delle mura domestiche. Il rito del tè si inserì così nella presa di coscienza del ruolo pubblico della donna con la successiva nascita del movimento delle suffragette.  Se oggi le donne godono di dignità in quanto persone e possono avere una vita propria, professionale e non solo, è anche grazie alle suffragette e  perchè no … al tè! Degustare con calma un tè nella sala da tè da sole o in compagnia  potrebbe essere un’altra rivoluzione rosa… riscoprire che le pause, come nella musica, sono fondamentali e danno significato alla vita!

Mary Cassat – Il tè delle cinque (1880)

La perfezione è ovunque, se solo scegliamo di accorgerci della sua presenza. (Kakuzo Okakura)

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foto di Ruth Widmer

Il Darjeeling, la città del tè, si mobilita contro la violenza sulle donne. Il 3 gennaio 2013 600 chitarristi, giovani uomini e donne, hanno suonato insieme “Imagine” di John Lennon, quale tributo alla ragazza vittima di un brutale stupro e assassinio a New Delhi.

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Il Darjeeling contro la violenza sulle donne

Tratto da “L’eleganza del riccio” di Muriel Barbery
Il rituale del tè, quel puntuale rinnovarsi degli stessi gesti e della stessa degustazione, quell’accesso a sensazioni semplici, autentiche e raffinate, quella libertà concessa a tutti, a poco prezzo, di diventare aristocratici del gusto, perchè il tè è la bevanda dei ricchi così come dei poveri, il rituale del tè, quindi, ha la straordinaria virtù di aprire una breccia di serena armonia nell’assurdità delle nostre vite. Si, l’universo tende segretamente alla vacuità, le anime perdute rimpiangono la bellezza, l’insensatezza ci accerchia. Allora beviamo una tazza di tè. Scende il silenzio, fuori si ode il vento che soffia, le foglie autunnali stormiscono e volano via, il gatto dorme in una calda luce. E, a ogni sorso, il tempo si sublima.

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foglie d’autunno – foto di Ruth Widmer

tratto da Oro verde di Alan McFArlane a proposito della Casa da tè in Giappone

“La casa del tè è un luogo in cui le barriere di classe e di casta sono temporaneamente annullate. E’ uno spazio neutro e vuoto, un’arena in cui si comunica con il linguaggio del movimento e dei gesti, uno spazio privato, molto intimo, e, al tempo stesso, pubblico, dove coloro che non fanno parte della famiglia e persino gli stranieri possono essere assimilati con maggiore facilità. La casa del tè è il mondo esterno (in opposizione alla sfera interna, domestica), ma rimane sicuro e neutrale e favorisce quella sorta di intimità nella comunicazione che normalmente si trova solo tra le mura domestiche”.

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Ikebana di Yoshiko – foto di Ruth Widmer

 

tratto da L’arte cinese del tè di John Blofeld
“Dedicarsi all’arte del tè significa salvaguardare la propria salute mentale. Ricercare risposte immediate al Qui e Ora, attraverso l’arte del tè, porta gradualmente ad una maggiore consapevolezza. La fragile bellezza di ogni momento che prima passava inosservata, riceverà la nostra compiaciuta attenzione. Così saremo protetti dalle preoccupazioni di un passato già dietro le nostre spalle o di un futuro ancora da venire – un futuro che, probabilmente, si rivelerà meno tetro di quanto temiamo, se sapremo come e quando rilassarci!”.

L'attimo - foto di Ruth Widmer
L’attimo – foto di Ruth Widmer