Consigli per un tè freddo perfetto

Innanzitutto utilizzate un’acqua minerale o filtrata. Scegliete uno dei nostri tè in base al vostro gusto preferito.

Quantità:
4/5 cucchiaini per 1 lt di acqua e fino a 6/7 cucchiaini per foglie voluminose.
Rooibos, honeybush, tisane: 3 cucchiai da minestra per 1 lt di acqua

1. Tecnica a caldo

Lasciate in infusione il tempo indicato sulla confezione (3-4 min per un tè, 10 per un’infusione di piante, frutti, rooibos ecc.). Filtrate e lasciate raffreddare. Aggiungete a piacimento del succo di frutta, rondelle di limone o foglie di menta fresca.
Questa tecnica permette di ottenere un delizioso tè freddo, senza amaro, gradevole anche senza zucchero aggiunto.
Per un tè freddo espresso, utilizzate la stessa quantità di piante o tè in metà acqua e versate l’infusione così ottenuta in una caraffa piena di cubetti di ghiaccio.
L’infusione a caldo è indicata in particolare per ottenere bevande fredde a base di piante, frutti, spezie.

2. Tecnica a freddo

Per una bevanda dal gusto intenso mettete 3 cucchiai da minestra in un 1l di acqua fredda. I tè dalle foglie fini, giovani e tenere come certi tè verdi di primavera necessitano un’ infusione di 20-30 minuti. I tè dalle foglie più spesse, invece, possono essere lasciati in infusione nel frigo fino a 5 ore. Le tisane di piante o frutti o rooibos possono stare in infusione anche tutta notte. A piacimento aggiungere sciroppo d’agave, fettine di limone o semplicemente cubetti di ghiaccio.
Questo metodo è ottimo anche per i grandi tè verdi nature come il Gyokuro e il Sincha giapponesi ma anche con tutti gli aromatizzati.
Nell’infusione a freddo non si sviluppa l’amaro e il tè tende ad ossidarsi molto più lentamente mantenendo più a lungo il suo bel colore brillante.

Tè bianco – il tè dell’imperatore

Noto anche come Tè dell’imperatore perchè una parte del raccolto era riservata all’imperatore. Specialità della CIna, raccolto in primavera in un periodo molto breve, richiede un  procedimento di fabbricazione minimalista ma estremamente delicato. I più noti sono Aghi d’argento (yin zhen) composto di soli germogli vellutati e Peonia bianca (bai mu dan) con il germoglio e due foglie. Danno un liquore leggero, cristallino, non tannico con note fiorite. Poveri in teina e tannini, sono ricchi di polifenoli (tre volte di più del tè verde).

Sono molto apprezzati nella stagione calda per il loro effetto dissetante e rinfrescante. Infatti nella medicina cinese i  tè bianchi hanno natura yin, ovvero rinfrescante. Vi consigliamo comunque di berli caldi, nella versione nature o profumati (Bianco Fiorito o Bianco Elisir) avendo temperature di infusione piuttosto basse (max 85°)

 

 

 

 

nuovi tè da scoprire!

Per la prima volta un tè first flush del Nepal, proveniente dalla famosa regione Ilam, a 1500 mt di altidudine. Ilam spring flush 2023 è caratterizzto da note vegetali e fruttate dal gusto rotondo.
Raccolto il 5 aprile 2023

Un altro tè giapponese della primavera 2023
Sencha Fukamushi
prodotto a Kirishima nella prefettuar di Kagoshima nel Giappone meridionale. Cultivar Saemidori noto per i sapori rotondi e il gusto Umami.
Spettacolare!

Didgeridoo solo

Nell’ambito di Imola in musica
Venerdì 1° settembre alle ore 18.30 e alle ore 20.30
vi invitamo alla performance di FILIPPO FIORINI in
DIDJERIDOO SOLO

Esperienza sonora attraverso il suono e le vibrazioni, ipnotiche e primordiali del didjeridoo.
L’ incontro a metà via tra un concerto e un vero e proprio massaggio
sensoriale dove si fondono terra e cielo in un fluire di frequenze in armonia con il proprio essere.
Concerto per didjeridoo, appartenente alla cultura degli antichi aborigeni d’Australia,
eseguito da Filippo Fiorini, musicista e suonatore di questo strumento
che da anni lo inserisce in contesti di musica etnica/popolare/moderna ma anche
in situazioni dove il suono e le frequenze agiscono sul benessere psicofisico

Chi è Filippo Fiorini
Si avvicina alla musica frequentando il corso di percussioni alla Scuola di
Musica Popolare di Forlimpopoli nel 2000. Da questa esperienza forma il
gruppo “Afrodisiaco” e contemporaneamente si avvicina al Didjeridoo.
Strumento che affascina particolarmente Filippo da diventarne un vero e
proprio stile di vita: imparando all’ inizio da autodidatta, poi partecipando
a workshop con Mark Atkins e Andrea Ferroni. Partecipa a vari festival di
artisti di strada, come il il Ferrara Buskers, e in svariati locali della regione.
Nel 2007 compone ed esegue le musiche per lo spettacolo teatrale “Il
linguaggio del corpo” di Giuseppe Cerrone e Giorgio Celli, tenutosi all’
Arena del Sole di Bologna. Nel 2008 forma due band: The Yellow Kangaroo
(didjeridoo-chitarra-batteria) e i The Phantom Project (didjeridoo, batteria
DJ/effetista e voce); con quest’ ultima formazione vince nel 2010 la Jam
Station Cup, concorso per band emergenti a Ravenna.
Contemporaneamente collabora con Taksim Orchestra per uno spettacolo
di danza orientale al Teatro Concordia di San Marino.
Nel 2009 tiene un corso di didjeridoo per principianti al centro musicale Cà
Vaina di Imola.
Nel 2011 con i The Phantom Project incide il CD “No man’s land” dove
viene presentato durante l’ esibizione al festival Didjin’oz (festival di arte,
cultura e musica dall’ Australia www.facebook.com/DidjinOz/ ,
http://www.didjinoz.com/ ), dove Filippo e anche un organizzatore. Nel
2012 viene invitato al “Didjeridoo ritiro” a Torinio, come tra i migliori
suonatori d’ Italia, dove presenta il suo progetto da solista.
Dal 2011 collabora con Stefano Muccini nella costruzione di didjeridoo in
resina e cotone, contemporaneamente inizia ad usare il didjeridoo per il
benessere fisico/mentale tenedo sedute di massaggio sonoro. Il progetto
denominato SFERA SONORA (www.sferasonora.webs.com ,
www.facebook.com/sferasonora/ ) viene proposto in svariate fiere sul
benessere in tutta la Romagna riscuotendo un buon interesse per la sua
unicità e particolarità. Dal 2012 Sfera Sonora, a frequenza ciclica è presente
in vari centri olistici come all’ Ass. Uno yoga di Faenza, Centro Ganesh di
Forlì, centro Animus di Forlimpopoli e il Giardino Interiore di Montalbano
(Santarcangelo di Romagna).
Nel 2012 invece inizia la collaborazione con Cristiano Baraghini (Rebirther
di Cesena) dove insieme conducono sedute di gruppo di rebirthing e
didjeridoo.
Nel 2015 fonda Atmasonus ( www.facebook.com/atmasonus/ ), un
progetto musicale che si colloca a metà strada tra un bagno di suoni e un
concerto. Atmasonus è composto da Filippo al didjeridoo, Catia Capucci alla
voce srhuto box e Matteo Camorani all’ harmonium e percussioni.
Dal 2015 è insegnante di didjeridoo alla Scuola di Musica Popolare di
Forlimpopoli dove tiene corsi annuali sull’ apprendimento dello strumento
appartenente all tradizione degli Aborigeni d’ Australia

Tè e bergamotto

venerdì 26 e sabato 27 maggio ore 9/13 e 16/19,30
Anteprima del Baccanale 2023 “Mediterraneo”
IL BERGAMOTTO NEL TÈ
Presentazione e degustazione di tè e infusi, caldi e freddi, al bergamotto di Calabria e biscotteria al bergamotto.

assaggi gratuiti:
venerdì mattina: Finest Earl Grey
venerdì pomeriggio: Earl Grey verde
sabato mattina: Earl Grey Chai
sabato pomeriggio: Earl Blue Diamond

Biscotti in degustazione: Amaretto e Frollini mandorle e bergamotto

Baccanale RIPIENI DAL MONDO

EMPANADAS, SAMOSA, RAVIOLI

Martedì 8 novembre ore 18

Viaggio tra ricette di ripieni dall’Argentina all’India passando per l’Emilia-Romagna. In compagnia di Maurizio Minelli, viaggiatore gastronomo. Degustazione di empanadas vegetariane e mate argentino
quota di partecipazione € 16
I posti sono limitati perciò è vivamente consigliata la prenotazione al n. 054227950 o scrivendo a info@chaimandir.com

Scoprire l’Amaro nel tè – il Baccanale a Chaimandir

Nella sezione Fuorimenu del programma del Baccanale di Imola, proponiamo due appuntamenti a tema “Amaro”.

I martedì pomeriggio 9 e 16 novembre ore 17/19 (solo su prenotazione)

  • Ogni tè ha il suo lato amaro: degustazione di differenti tipi di tè

per tutto il periodo in orario pomeridiano

  • Tris di amari in tazza: degustazione di un tè nero con cacao e liquirizia
molecola di Epigallocatechinagallato, la catechina più abbondante nel tè con documentate proprietà antiossidanti e antitumorali. Sono i polifenoli, di cui fanno parte le catechine, i principali responsabili, assieme alla caffeina, del sapore amaro del tè

l’ora di Dio

Vi sono momenti in cui lo Spirito dimora tra gli uomini e il respiro del Divino aleggia sulle acque del nostro essere … sono periodi nei quali anche un piccolo sforzo produce grandi risultati e cambia i destini …

Infelice è l’uomo o la nazione che al giungere del momento divino è addormentato o impreparato a riceverlo perchè la lucerna non è stata alimentata per accogliere l’ospite e le orecchie sono sorde al suo richiamo. Ma guai a coloro che pur essendo forti e pronti sprecano la loro forza o fanno cattivo uso del momento; vanno incontro a una perdita irreparabile o a una grande distruzione …

Non lasciare che la prudenza del mondo mormori troppo vicino al tuo orecchio poichè è giunta l’ora dell’inatteso, dell’incalcolabile, dell’incommensurabile. Non misurare il potere dello Spirito con i tuoi strumenti insignificanti ma abbi fiducia e prosegui il tuo cammino.

Soprattutto mantieni libera la tua anima, anche solo per un po’, dal clamore dell’ego. Allora un fuoco illuminerà per te la notte, la tempesta ti sarà amica e il tuo stendardo sventolerà sulle altezze sublimi della grandezza finalmente conquistata.

Sri Aurobindo The Hour of God

Shincha, una tazza di freschezza!

Shincha è il primo tè dell’anno in Giappone. Si tratta di tè di altissima qualità. Il loro straordinario bouquet varia leggermente di anno in anno in base alle condizioni atmosferiche e alla lavorazione.

L’aroma è particolarmente influenzato dalla temperatura dell’acqua che per questi tè deve essere compresa tra 60° e 70°. La preparazione idelae è sicuramente quella tradizionale con più infusioni consecutive ma la loro freschezza e ricchezza aromatica li rende adatti anche per infusioni a freddo. Versare acqua minerale sulle foglie e lasciare in infusione da 15 minuti a 1 ora. Filtrare, refrigerare e gustare l’infuso di un bel verde brillante quasi fluorescente. In alternativa mettere le foglie in un bicchiere e versarvi l’acqua fredda. Lasciare depositare le foglie sul fondo e bere. Si può aggiungere poi altra acqua alle foglie e gustare infusioni successive. Ingoiare qualche foglia non fa male, anzi, le foglie sono ancora ricche di nutrienti e possono essere mangiate tutte!

Benifici dell’infusione a freddo: l’acqua fredda permette un’estrazione superiore della L-teanina, molecola molto sensibile al calore che accresce il caratteristico aroma dolce tipico dei primi raccolti primaverili. Al tempo stesso l’estrazione di caffeina e tannini è inferiore quindi il tè freddo è meno amaro anche se l’infusione è più prolungata. Fare l’infusione a caldo poi raffreddarla nel frigo svilupperà un colore più giallo e un gusto più amarognolo rispetto all’infusione a freddo.

Arriva il caldo! e il tè?

Nella medicina cinese i tè verdi e i tè bianchi hanno natura yin, ovvero rinfrescante. Quindi vi consigliamo comunque di berli caldi, in particolare quelli nature e pregiati (i tè verdi e bianchi vanno infusi a temperature tra il 70° e gli 85°). I neri hanno natura Yang, quindi riscaldante:  chi non teme la calura continui a gustarsi la sua fumante tazza mattutina oppure al via con i tè freddi nature o aromatizzati. E in quest’ultimo caso la scelta è ampia per tutti i gusti. Continua a leggere